Tag: solitudine

Mar

22

Ago

2017

Quando l'ansia non ti fa vivere come vorresti e ti estranea da tutto

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ho 21 anni e l'ansia mi sta uccidendo. Mi sento come se non stessi vivendo, nel senso che sto sprecando tutto della mia vita. Tutti non fanno che ripetermi che la mia è una bellissima età, dove devo pensare a divertirmi e a fare esperienze, io tutto questo non riesco a “viverlo” per colpa delle mie paranoie e della mia insicurezza. Non riesco stare a contatto con le persone, non riesco a mangiare nei luoghi pubblici, non riesco a guidare senza andare in panico, non riesco a socializzare (soprattutto con i ragazzi) e quando parlo con persone più grandi di me inizio a balbettare, non riesco ad uscire di casa se non ho almeno controllato (minimo tre volte) di aver chiuso la porta di casa e spesso mi capita di dover rientrare in casa per controllare di aver staccato tutti gli apparecchi elettronici che potrebbero provocare danni. Mi sento pazza. A volte mi capita di fare degli sbagli, magari di dire una parola che io considero di troppo o magari di aver fatto qualche brutta figura e non faccio altro che pensarci per una settimana intera, magari anche quando sto studiando per un esame, e questo mi nuoce gravemente perché non riesco a concentrarmi e mi tocca leggere più di una volta lo stesso capitolo, perché le prime letture le ho fatte con disattenzione per colpa dei miei pensieri negativi che offuscano la mia mente. Ultimamente ho trovato un lavoro part-time come cassiera. Un disastro. Essendo molto paranoica ho capito che non fa per me, più che altro il fatto di gestire i soldi di una cassa mi fa stare male, mi sento molto insicura. Arrivo a casa che non riesco né a mangiare e né a chiudere occhio. Per quanto riguarda le amiche, ne ho avute poche, tutte amiche conosciute tra i banchi di scuola, con loro mi sento pochissimo, più che altro perché io ci credevo molto nella loro amicizia, ma appena ognuno di noi ha preso strade diverse non si sono più fatte sentire e ci sono rimasta molto male, tanto da chiudermi un po' di più in me stessa. Ogni tanto qualcuna di loro mi chiede di uscire, ma provo un po' di rancore nei loro confronti e per questo declino sempre i loro inviti, perché noto che mi cercano solo per uscire o perché non sanno con chi passare la loro serata. Delle amiche alla fine me ne sono fatta una ragione. All'università ho conosciuto un po' di persone, anche se ora tento a non fidarmi molto e a non dare molta confidenza. Sono diventata molto amica di una ragazzo ed come se fosse un mio confidente. A parte ciò, ho sempre il problema di vivermi la mia vita. Soprattutto con i ragazzi, da quando vado all'università sono molti i ragazzi che hanno iniziato a provarci con me, sinceramente non so se per disperazione o perché gli piaccio davvero, ma nonostante questo io tento a scappare quando provano a parlarmi e a tagliare subito il discorso. Infatti sono già stata etichettata da molti, in modo ironico, come “quella strana”. È da sei/sette anni che non ho un ragazzo e non so, forse la mia situazione in famiglia (ovvero i miei genitori che litigano sempre) o forse perché non sono la classica ragazza che esce, va in discoteca, va al mare o ha delle amiche, mi portano a vergognarmi molto di me stessa e a non affezionarmi a nessun ragazzo. C'è un ragazzo che ha catturato la mia attenzione, è molto silenzioso e sta molto nelle sue, ma non ci proverei mai (anche se continuo a pensarci dalla prima volta che l'ho visto) perché non mi sento alla sua altezza. Ho accettato di uscire con un ragazzo, ma continuo lo stesso a pensare al ragazzo “silenzioso” e mi sento uno schifo. Mi sento di fare un torto ad entrambi, assurdo. Se avete dei consigli da darmi li accetto molto volentieri. Preciso che suppongo che io sia così per colpa del “mio passato”, sono stata bullizzata, ho avuti un po' di problemi di salute da piccola, non ho mai avuto un buon rapporto con mio padre e anche con tutti i miei parenti, sono sempre stata vista come quella troppo silenziosa, timida e che non parla molto. Ringrazio le persone che perderanno un po' di tempo nel leggere questa pappardella e mi scuso per il mio italiano sgrammaticato.

Lun

21

Ago

2017

Mi sento solo.....

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Vorrei tanto conoscere qualche ragazza interessante.....purtroppo quelle che conosco sono tutte delle snob oppure truppo immature per impegnarsi con una persona.....uffa non so che fare...eppure sono sompatico, e credo di essere anche po' carino. Il fatto è che non trovarò mai una ragazza dolce, matura e concreta. Una volta mi piaceva una e quando ho capito che parlava con me,  ma non  gli interessavo e lo faceva solo per farsi corteggiare ho capito che cos'era la friendzone ( d'altronde cosa ci si poteva aspettare da una che era fissata con "uomini e donne" )...ho capito che forse è meglio non illudersi troppo quando ti piace una persona....alla fine ci rimani solo male. Sono ormai 3 anni che mi sono lasciato con la mia ultima ragazza, ed incomincio a pensare che non riuscirò mai a trovarne una che si interessi un minimo a me.....

Sab

19

Ago

2017

NON SONO NESSUNO

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Ira

DISPERATOHo 16 anni compiuti da poche settimane. Non sono un cazzo di nessuno. Non ho amici, non ho ragazze, niente. Scuola mia mi sta sul cazzo, non la sopporto, per lo stress e per tutto lo schifo; e perche non so stare in mezzo agli altri, perche ho ansia sociale o qualcosa di simile, con chi non conosco della mia eta soprattutto. E quindi ho ansia a stare con quegli scemi che ci stanno la a scuola. Non esco chiramente mai di sera, sto a casa o esco coi genitori e NON ce la faccio piu. Mi portano a scuola dei miei parenti e mi sono quasi un po rifugiato in famiglia, con gli altri non so starci perche mi sento insicuro, non so se sia anche perche sono stato troppo in famiglia e ora non so essere autonomo e ho paura di tutto, non so niente. Sono purtroppo sempre un po stato cosi, ed ero sempre stato quello sfigato, ma poi la situazione era cambiata e fino a prima dell'inzio delle superiori, avevo amici nella mia classe delle medie (anche se li, non molti,) e in cortile sotto casa. Che ora non ho proprio più. Ho questa continua ansia e vaffanculo. Gli altri adolescenti sono tutti diversi, li sento completamente lontani, e non mi sento in grado di fare niente che si fa a questa eta, cioe avere amicizie, andare a ragazze, uscire, sballarsi. Non mi sento minimamente in grado di fare nulla, ho questa ansia continua a stare tra altra gente soprattutto coetanei. Sono stato malissimo un sacco di volte, avendo anche vomito o altro e cosi via. Quando vedo gli altri diversi, più li vedo più ci sto male. Odio scuola mia come ho detto e spiegato... Sto a casa coi miei genitori e basta, ho zero amici o vita sociale mia. Mi porta in macchina mio nonno a scuola, non mi sento neanche in grado di prendere l'autobus, più che altro anche perché non so se poi posso incontrare qualche compagno di scuola e allora mi riparte l'ansia magari, nonostante con qualcuno sono riuscito a scambiare qualche parola, ma sono stato ancora impacciato diverse volte, e mi hanno anche preso un po in giro qualcuno per questo, anche se poi mi parlavano ed erano quelli che più mi cercavano, e sono sempre stato io ad evitarli, per l'ansia, per tutti questi problemi del cavolo. Cosi sto diverse volte dai miei nonni durante un anno scolastico, parlo con loro che sono relativamente giovani per essere miei nonni, e con cui ho sempre avuto un buon rapporto; quando vado a scuola in auto a volte mi partiva l'ansia, sara ansia sociale o qualcosa del genere, e allora mi si incoraggiava dicendomi di non pensare agli altri e pensare solo alle materie (materie del cazzo), finche poi mi rendo conto io stesso che sono io che vorrei una vita diversa, avere qualcuno, ecc. Ma non lo so fare. E poi non capisco più niente. A scuola mi vedono fin troppo come quello per bene e bravo ragazzo, corretto, e asociale; solo perché non parlo mai, sto sempre zitto, e sto come ho detto coi genitori, con parenti ecc: e tutta questa situazione a me che ho 16 anni mi fa sentire ad un certo punto male, e quasi in prigione, imprigionato, cosi mi sale una strana voglia di trasgredire, come risposta ad una situazione che mi tiene bloccato e che non so cambiare, di trasgredire di fronte a tutti, alla faccia di tutti. Chiaramente tutto impossibile. Non so più che cazzo fare. Mi faccio film mentali, penso di avere una fidanzata e qualcosa. E allo stesso tempo sento di non riuscire minimamente ad averla perché non sono in grado, mi sento troppo debole per tutte queste situazoni sociali rispetto a tutti i coetanei. A 16 anni non ho mai ancora avuto una fidanzata vera e propria, solo tra le elementari e medie, nel mio crtile, una che non ho mai baciato nemmeno perché eravamo piccoli: a quel tempo, soprattutto nel mio cortile, mi ero sbloccato con tutti. Ora sono l'esatto opposto. Il primo anno delle superiori sono stato malissimo a stare tra gli altri, non ce la facevo più, e ho saltato ogni gita o altro di simile sia il primo che il secondo anno. Pero il secondo anno è di sicuro andato un po meglio, comunque, con qualcuno, nonostante ho avuto sempre ancora ansia, tanta in certe situazioni, ma molto di meno rispetto al primo e ho preso un briciolo di confidenza con qualcuno. Anche se poi alla fine non parlavo mai perché ero impacciato a stare troppo con gli altri eccetera. Questo gli altri me lo facevano pure notare PIU volte e mi dava un fastidio incredibile. Nonostante come ho detto certi problemi li ho sempre avuti, in quanto ad esempio alle elementari per i primi anni ero sempre l'unico che non parlava mai e all'intervallo stava in disparte sempre da solo, finché mi sono sbloccato dopo anni e anni e in 5 ero diventato amico di tanti in classe. A catechismo, quando ci andavo, ad esempio, che non conoscevo nessuno, invece, sono sempre stato zitto, sempre l'unico a tacere sempre, e anche a quel tempo ci stavo male e avevo ansia ad andarci li, perché non riuscivo a trovarmi con gli altri, me lo ricordo ancora dopo anni.Vabbe. Non sopporto scuola mia, ma lascio stare per non aprire un altro discorso DI QUANTO ROMPONO LE MATERIE e di quei cogli**i dei miei professori figli di putt. che odio, nonostante cerco di andare decentemente, ma bho. non sopporto niente. Mi sento impedito a fare qualsiasi cosa, e sono in un mondo completament differente e lontanissimo rispetto a quello degli altri adolescenti della mia eta che escono, vanno a a ragazze, a amici, si sballano, non hanno nessuno di questi problemi, sono autonomi e via dicendo. Io invece ho ansia in qualunque cosa, sono insicuro di tutto, non riesco a fare mezzo passo da solo e a stare con gli altri coetanei ho questi problemi. E' strano in effetti pensare che esista uno come me. Forse in realta nemmeno esisto

Ven

18

Ago

2017

Situazione disastrosa

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Salve a tutti.

 

Ho 27 anni e da un anno lavoro in un'azienda. Il lavoro mi piace, solo che lavoro anche dieci ore al giorno e non ho tempo di fare nient'altro, neanche di iscrivermi in palestra o di fare un aperitivo.

Non ho amici perché per il lavoro mi sono trasferita in un'altra città molto lontano dalla mia e vivo da sola. E non conosco nessuno.

Nella nostra azienda sono inoltre vietate le relazioni tra colleghi: se due si mettono insieme scatta il licenziamento.

Vorrei almeno lavorare meno ore per poter iscrivermi in palestra e fare nuove amicizie, ma non è possibile.

Mi viene voglia di lasciare il lavoro, tornare al paesello dai miei amici storici, sposare il mio ex ragazzino del liceo e fare la  casalinga.

Altrimenti cosa mi consigliate di fare per avere nuove amicizie e nuovi amori, contando le difficoltà oggettive? Dovrei cercare gente in chat? Cercare dei coinquilini? Non so più che fare...

Figuratevi che non ho proprio tempo neanche di respirare...  

Lun

14

Ago

2017

Scommesse

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Scommetto appena ho l'occasione, sempre meglio di beverseli come fa mio papà, mia mamma è morta 20 anno fa, io non ho una vita mia devo sempre pensare anche a mio padre che non esce di casa se non per andare a bere ma siamo così poveri che non va quasi mai, gli compro io la birra e non posso dire di no quando ordina....so che sembra assurdo ma è così.

Io bestemmio tantissimo quando perdo per una partita e non sento che dio mi ama anzi mi vuole far soffrire il più possibile , però non mi ammazzo perché la vita va vissuta fino alla fine nel bene nel male...

Ci tengo a precisare che scommetto sia per passione sia perché spero di vincere qualche volta e quindi avere un po di soldi per fare la spesa e comprare sigarette, visto che fumiamo tutti e due, e gioco poco in base alla disponibilità max 15 euro a settimana

Comunque gli anni migliori miei sono stati gli anni 90 senza dubbio, adesso sembra tutto sbagliato e senza un senso, si vive così anzi si sopravvive, come zombies direi. Non ho da anni una donna e non sto a tormentarmi per trovarne una . Comunque a me piacciono le.mature over 50, io ho 36 anni

In questa era digitale si è perso il senso dell'umanità, mi sembra di essere già morto, di vivere in un periodo vuoto , sempre più nervosismo e cattiveria in giro, una volta fino al 2006 sapevo chi ero e come stare decentemente, adesso colpa anche dei psicofarmaci e della vita abulica non so più niente, non so che senso ha tutto questo.

Grazie se avete letto il mio sfogo e se lasciate qualche consiglio o commento, anche solo per dire che ci sentite come mel 

Dom

13

Ago

2017

Depressione - 21 anni

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Ciao a tutti...sono un ragazzo di 21 anni , mi sento terribilmente solo , ho fatto una serie di cose che mi hanno portato a non avere più nessuno ,

Ho sempre sofferto tantissimo il giudizio della gente, tanto da uscire sempre meno di casa, mentre fumavo cannabis ogni giorno....e così ormai mi sono completamente alienato dalla realtà e non riesco più a uscirne..

Prima di tutto questo ero un ragazzo comunque normale..ho avuto parecchie ragazze ...e anche amici... 

Sto smettendo tutto ciò che mi ha fatto male...canne sigarette cibo..

La verità è che sono un coglione....e che ora vorrei solo parlare con qualcuno ... sono disperato 

Gio

10

Ago

2017

Cammino da solo per le strade di Roma

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Non ho nessuno. Sono solo al mondo. L'altra sera sono uscito, ai miei ho detto che uscivo con gli amici. In realtà ho vagato per mezza Roma completamente in solitudine, perché io non ho amici.

Prendo la metropolitana e vado in posti assurdi, isolati. Da lontano si sente il frastuono di qualche  discoteca, le urla, le risate di miei coetanei felici. Per terra trovo dei preservativi usati. Qualcuno di recente è stato qui, ma non per passeggiare.

 

Vado a Trastevere, un must per qualsiasi romano. Gente che si bacia, gente che ride, gente che balla, gente che beve. Nessuno era da solo come me, erano tutti in compagnia di amici o fidanzati. Ho visto una ragazza che era la fine del mondo. La bellezza è donna, c'è poco da fare. Di solito non guardo nessuno negli occhi, lei invece l'ho guardata. Non si è accorta di me nemmeno per una frazione di secondo.

 Si fa tardi, si fa notte. La città lentamente si svuota, il traffico pian piano diminuisce. Sono le 4, non c'è più nessuno per strada. Sono solo, in tutti i sensi. Piscio in mezzo alla strada, tanto non mi vede nessuno. Prendo un autobus notturno, non è vuoto, c'e diversa gente che va a lavorare. Allora è vero che qualcuno che si alza alle 4 per andare a lavoro esiste ancora.

Omai è l'alba. L'alba è per pochi eletti, il tramonto è per tutti. E io me la godo a Ponte Milvio, senza nessun fastidioso rombo di macchine, senza chiacchiericci insulsi, con l'arietta quasi fresca di prima mattina. Stavolta è andata così, rimando. Ma io voglio morire immerso nella bellezza che non ho mai avuto, e tra la solitudine che mi ha sempre accompagnato

Mer

09

Ago

2017

L'affetto inutile. L'amore materno

Sfogo di Avatar di LicheneLichene | Categoria: Ira

Vorrei partire spiegando il titolo del mio sfogo, che non intende ergersi a valore incontestato, ma è semplicemente il giudizio relegato alla mia visione e alla mia esperienza con l'amore materno.
Inutile, dicevo, perché per me l'amore dovrebbe essere qualcosa in grado di smuoverci e migliorarci, di farci trovare la forza per affrontare quei problemi che, se fosse soltanto per amor proprio, molto pigramente lasceremmo da parte.
La mia esperienza con l'amore materno, cioè quello che mia madre nutre per me, è quello di un amore inutile, che cioè non crea, non dà sicurezze, non è da base, non è stimolo e, in definita, potrebbe essere definito dannoso.
Io ho una fortissima rabbia nei confronti di mia madre da che io ricordi e adesso che mi avvicino ai 30 anni mi rendo conto he in tal senso sono riuscita a fare ben pochi passi in avanti.
Infatti mi rendo conto che non odiare, perdonare, contestualizzare, superare e, se necessario, ignorare, non è compito del genitore ma del figlio.
Mia madre ama di amore cieco e infantile, che però non l'ha fatta muovere di un passo dalla sua debolezza, che con ansia trasmette a me.
Io sono la figlia più piccola e nei miei confronti ha sempre mostrato un particolare attaccamento, alimentato da un senso di colpa dovuto al fatto di aver iniziato a lavorare a tempo pieno proprio mentre io ero in fasce, che però non è mai stato contraccambiato.
Il motivo per cui non ho mai sviluppato una predilezione nei suoi confronti è che mi sono sempre sentita soffocata dal suo amore, e contestualmente questo grande affetto non è nemmeno servito a darmi conforto nei momenti di bisogno.
Mia madre infatti è estremamente passiva, fuori dal mondo, una bambina troppo cresciuta che non è più assolutamente in grado di essere da esempio o quantomeno fornire un sostegno a un figlio che inizi ad avere più di 4-5 anni e dunque che abbia esigenze psicologiche più complesse.
I motivi di rancore per me sono tantissimi, ma quello che più non perdono è l'indifferenza con la quale questa madre, che tanto si lancia in superficiali effusioni, ha ignorato e ignora un grave problema di salute della figlia per sincero egoismo.
Entrambe soffriamo di psoriasi, io in forma grave.
Anche in questo senso lei si dimostra debole, si vergogna enormemente del suo problema, che è veramente di lievissima entità, e all'insorgere dello stesso disturbo in me, anziché trovare in questo la forza di reagire e di affrontare con me anche la sua situazione, ha preferito vivere con imbarazzo entrambe. 
La mia malattia è tabù, non esiste, così come non esiste la sua. In 20 anni di psoriasi non ricordo di aver sentito nominare questa parola per più di 2 volte, al punto che io stessa provo vergogna a pronunciarla.
Non ho mai ricevuto cure particolari, anzi sono stata scoraggiate a trovarne giacché mia madre prova risentimento nei confronti dei medici che non sono stati in grado di occuparsi di lei, e dunque sminuisce ogni tentativo fatto.
Personalmente la  mia situazione è migliorata quando ho potuto permettermi economicamente di prendermi cura di me, ma anche nel farlo mi rendo conto di avere un rapporto malsano con la questione. Infatti, vista l'indifferenza nella quale sono stata cresciuta relativamente a questo problema, ho deciso di non condividere mai nulla di quello che faccio a livello terapeutico in famiglia.
Mia madre non espone mai la sua pelle coprendosi anche d'estate e privandosi di spiaggia e sport, benché abbia a malapena due chiazze sui gomiti.
Per quanto riguarda me, invece, il disturbo interessa tutto il mio corpo e ho tuttora molti problemi ad accettarmi.
E' soprattutto in casa che mi sento a disagio, proprio perché vedo la vergogna di mia madre per se stessa riflettersi su di me.
Avrei voluto avere accanto qualcuno che, oltretutto conoscendo in prima persona questo disturbo, mi mostrasse che si vive lo stesso, che si può essere amati e che non è giusto eclissarsi dalla vita per paura del confronto con gli altri.
Mia madre invece, certo involontariamente, ha fatto l'opposto, rendendomi all'epoca una bambina timidissima, insicura e triste.
Non mi ha stimolato a superare le mie paure, anzi con i suoi gesti ha sempre indirettamente dato conferma ai miei timori.
Avevo vergogna di mostrarmi in costume da bagno e non ho mai imparato a nuotare per questo, né sono stata incoraggiata a farlo.
E' un affetto inutile per me quello che è fatto di smancerie, baci e il tuo piatto di pasta preferito, se poi non è accompagnato da un vero interesse per quello che è la mia persona.
Sono un'adulta incompleta e nonostante abbia successo nella vita lavorativa, mi sento ancora un'adolescente per colpa soprattutto di questo fardello di rancore.
Non fa bene, fa male al cuore e ci rende aridi, ma non so come affrontare la cosa.
Adesso sono costretta per un periodo a vivere con i miei e questo senso di disagio si rende ancora più forte dopo aver vissuto da sola.
Piango molto spesso, sono ipersensibile e arrabbiata.
Mi sento anche ingiusta, perché mia madre è "una brava persona", ma io credo sia piena zeppa di problemi irrisolti e il suo affetto no, non fa per me.

Mar

01

Ago

2017

Solitudine.

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Più vado avanti e più mi convinco che è di questo che la mia vita si può riempire: solitudine. La più opprimente e cieca solitudine.             Già dall'infanzia, a causa della mia timidezza e del mio carattere fragile ho faticato a creare legami e amicizie. A scuola ero sola ed emarginata. Ho passato periodi terribili che mi hanno profondamente segnato, che hano caratterizzato molte delle mie insicurezze e blocchi.Durantel'adolescenza, grazie ad una nuova scuola sono riuscita a vivere serenamente gli anni dai 15 ai 20.          Ora ho quasi 25 anni e i pochi amici che avevo hanno preso altre strade,  sono andati via,  e io sono di nuovo sola. Incapace di fare altre amicizie,  perche qui tutti si conoscono e hanno un'etichetta.  Ho bisogno di uscire,  di ridere con i miei coetanei,  di avere esperienze sentimentali,  di avere qualcuno con cui prendere un caffè al bar e scambiare qualche parola.  A volte mi spavento da come questa mancanza si stia cementando dentro di me e di come stia diventando abitudine.  Ho paura. 

 

Gio

27

Lug

2017

Dopo una storia d'amore

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Sono stata insieme ad un ragazzo per 5 anni, tra tira e molla. il mio primo (vero?) amore. Forse adatto a quella età. Dalla fine di quell'amore non sono più stata la stessa. E mi accorgo che ognuno di noi, dopo ogni amore, ne esce cambiato. Alcuni diventano gelidi come il ghiaccio e difficilmente proveranno ancora sentimenti, altri stanno sulla difensiva e non permettono a nessuno di prenderli in giro, altri ancora neanche ci credono più, e si buttano sulle superficialità. Ci impoveriamo poco a poco.

io invece, faccio parte di quella categoria che ci crede ancora. Non smetterò mai di credere nell'amore, perché per me è un valore di vita. Io amo le cose, me stessa, le mie passioni, il mondo, il paesaggio, la mia piccola città dopo ogni viaggio. Amo la vita. Amore è indefinibile, e sono disposta ad essere amorevole, non me lo toglierà nessuno mai.

 tuttavia, anche io sono cambiata. Anche io ho il timore di sentirmi sola, e percepisco delle insicurezza che prima non avevo calcolato mai.

la solitudine è meditazione, è stare con sè stessi e conoscersi. Non ci conosciamo abbastanza e non ci diamo tempo a sufficienza per stare bene. Ogni cosa bella per ottenerla richiede sacrificio.

All'inizio ero impaziente in tutto. "Sei felice? No. E allora che schifo, la tua vita è una merda e tutti gli altri intorno a te sono felici. Chi ha il suo amore, e chi non ha l'amore come non ce l'hai tu, non soffre come te, quindi sta sempre meglio di te."

ero sulla strada di una depressione molto lieve, anche perché agli altri davo a vedere tutt'altro. Nessuno ha saputo mai i miei pensieri negativi, se non la mia famiglia, e agli occhi di tutti ero la ragazza forte, spavalda, carismatica, e  molto selettiva.

Oggi ho capito invece, che felicità è una scelta e un lavoro sodo e determinato. Ognuno ha e dovrebbe se non lo ha, procurarsi un motivo per essere felice, un'occasione per ridere almeno una volta al giorno. Felicità non è una meta ma un percorso, un viaggio, un andamento instabile, che senza il suo opposto, la tristezza, non esisterebbe. Pensare che l'ho scoperto da sola.

la felicità l'ho trovata dentro di me.... e mi sono accorta che da questo momento, emano energia positiva che arriva a chi mi sta intorno, come prima arrivava quella negativa.

Non possiamo essere pronti per qualcun altro se prima non siamo pronti per noi stessi. 

 

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