Tag: violenza
Dom
10
Nov
2019
Vecchio film
Giorni addietro ho rivisto un vecchio film con Alberto Sordi e Claudia Cardinale: Bello, onesto eccetera sposerebbe eccetera.
Dopo pochi minuti di visione ho ricordato quando ero bambino e lo vidi per la prima volta. Sordi non mi è mai piaciuto, con i suoi personaggi codardi, la Cardinale era un pezzo di donna speciale, proprio un'attrice dei tempi. Squallide scenette di Lei che fa la battona in Italia, a Roma, e poi viaggio di nozze in Australia, con paesaggi da sogno e da incubo (ci sono dei campi di lavoro che fanno paura).
In sintesi un film violento, per i drammi che ti sbatte in faccia. Però in quegli anni i film facevano a gara a sbattere violenza nelle riprese, più erano violenti più vendevano.
E la gente che ha visto quel cinema (gli anni 70 soprattutto) ha visto dosi di violenza esagerate. Infatti poi la gente ha perso la capoccia anche prima della fine del secolo.
Mi pare di avere 100 anni.
Gio
07
Nov
2019
Raga non riesco a capire questo ragazzo
Un ragazzo che conosco è contro la violenza sulle donne e non ha mai toccato una donna. Però picchia sempre suo fratello. Gli alza le mani per primo. Quando gli dico “ma non eri contro la violenza?” Lui risponde “sono contro la violenza sulle donne ma se io sono maschio e picchio un altro maschio non è niente”.
Ven
25
Ott
2019
Gente fuori di testa
Proprio poco fa ero sull'autobus per andare all'università. Mi avvicino all'uscita per scendere alla fermata e ho davanti un tizio alto più o meno quanto me, di mezza età. Gli chiedo gentilmente se scende. Questo mi fa una piazzata con fare polemico, inizia a chiedermi a male parole se mi dà fastidio, se deve spostarsi ecc..Io cerco di fargli capire che ha frainteso, poi però sbotto e lo mando a quel paese. Allora il verme ha pure la faccia tosta di rinfacciarmi che ho poca educazione. Ovviamente io gli faccio notare che il maleducato è lui. Questo allora inizia a minacciarmi fisicamente, allora io (volendo evitare risse stupide) lo mando a cagare di nuovo e vado dall'altra uscita del bus. Poi alla fermata scendo. Mi accorgo di avere i nervi scossi, eppure se avessi voluto lo avrei potuto mandare all'ospedale, quindi non capisco cosa mi agiti tanto. Forse l'insensatezza della situazione, forse l'abitudine a non avere a che fare con gente del genere, forse il fatto che i presenti non solo non hanno detto niente ma addirittura, nell'indifferenza generale, mi guardavano con fastidio. Questo stronzo mi ha già rovinato la giornata. Ora come ora vorrei rincontrarlo, seguirlo in un vicolo e poi pestarlo a sangue e fargli ingoiare i denti come avrei dovuto fare sul bus. Maledetto me e la mia educazione, dovevo perdere anche un quarto d'ora ma almeno lo avrei ridotto al silenzio.
Gio
19
Set
2019
Violenza quotidiana! Denunciate sempre
Nella mia nazione d’origine è stato denunciato un caso.
Una 15 enne da mesi o di più veniva picchiata da delle coetanee.
Quasi tutti i giorni nel cortile della scuola e fuori scuola.
Una volta l’hanno fatta finire addirittura all’ospedale.
Oppure diverse volte l’hanno fatta sanguinare.
Due ragazzine molto violente e volgari.
Grazie a un video pubblicato su Instagram è venuta a saperlo la polizia e ora puniranno le bulle.
Ci sono tanti video.
Una persona ha filmato. Le ragazzine e ragazzini attorno ridevano. Tutti che ridono... che schifo
Ora le due bulle, se non sbaglio saranno mandate in un istituto educativo.
Che brutta società.
Ma poi tanta gente sotto i commenti della notizia era stranita che fossero donne ad essere vioente. Come se una donna non può essere vioenta.
Qui in Italia ho visto tanti video sui tg di ragazze che picchiano altre ragazze. Quindi la violenza non ha sesso.
Sopratutto da mettere in testa alle nazi femministe.
Che poi sono succese diverse volte ste cose... ragazze che picchiano altre a scuola. Non è poi così raro che picchiano le donne.
E lo dico da donna. Io non picchierei però so quello che dico
Mer
20
Mar
2019
Corna. E violenza sulla donna.
Era il 38 luglio e faceva molto caldo.
Talmente caldo che quando accompagnai la mia ragazza al lavoro, lei si scordò lo zaino con il pranzo in macchina. Ed era talmente caldo che me ne accorsi che ero quasi a casa.
Non vivevamo assieme, ma eravamo fidanzati da 4 anni e ci saremmo sposati a breve. Avevamo tutto pronto, anche la casa, mobili, soldi ecc.
Una storia bella la nostra, ci amavamo tantissimo, il sesso era al top, anzi, talmente al top che difficilmente dopo di lei ho provato sensazioni simili.
La faccio breve, giro la macchina e le riporto lo zaino. Entro nel posto dove lavorava e la titolare mi dice di consegare lo zaino direttamente a lei, vai pure, dice. Salgo le scale, apro la porta e la trovo contro il muro, la gonna sollevata, le mutande abbassate, il seno scoperto col figlio della proprietaria inginocchiato davanti a lei che le lecca la fica.
Due secondi per realizzare poi è partita una raffica di calci in culo, ciaffate e pugni ad entrambi Il trambusto, anzi, il casino fa salire i genitori di lui i quali ci mettono meno di un secondo per capire la situazione. Il padre da una sberla al figlio che lo fa cadere allì'indietro, licenziano in tronco la mia ragazza, mi portano giu e mi fanno calmare. Lei intanto va a casa a piedi, dove la raggiungo.
Arrivato a casa sua, un casino mondiale! Sua madre e suo padre neri, la mamma che la rincorre a schiaffi, il padre che le urla improperi.
Dettaglio di colore: il ragazzo che ridussi ai minimi termini, realizzai dopo a freddo, era due volte me.
Ora, sapendo che in certi momenti si perde il lume della ragione, si può inserire questo episodio nella cosiddetta "violenza sulla donna"? e se si, perchè non inserirci anche il ragazzo nella "violenza"? O forse è una reazione normale, del tipo, ti prendi quello che ti meriti?
Lui potevo picchiarlo, e lei no? Mio zio disse che dovevo picchiare solo lei, perchè era lei che aveva tradito me, era lei che dovevo sposare, non era lui che aveva rapporti con me o che doveva essere corretto, ma lei. Nel dubbio, li ho menati entrambi, e i loro genitori hanno finito l'opera. Non avevo mai picchiato nessuno nella mia vita, nè prima, nè dopo, è stato l unico episodio.
Naturalmente, l ho lasciata e lei ha continuato a cercarmi per altri due anni nei quali si faceva stantuffare a destra e a manca, perfino con tre fratelli. Certo, a posteriori, sono contento di cosa sia successo perchè altrimenti poi ci dovevo stare io sposato con una troia simile...
Morale della favola: sono stato solo 10 anni, e oggi, a 37 anni di distanza, non riesco ancora a fidarmi di nessuno. Delle donne, meno che mai.
E così, dove finisce il fiume, finisce anche questo tremendo film.
Sab
09
Mar
2019
Senso di colpa
Non so se posso considerare mio padre un alcolizzato. Gli piace bere molto e ha la classica ciucca cattiva. È di famiglia perché 2 dei suoi tre fratelli sono morti per le conseguenze del bere. Lo stesso vale per sua madre.
Le conseguenze del suo problema lo hanno portato a soffrire di gotta e infine diabete. Posso capire che sia una cambiamento drastico per la sua vita ma noi non ne siamo la causa. La colpa è sua. Ha passato due mesetti a rigare dritto, fin quando il diabetologo gli ha detto che un bicchiere di vino a pasto poteva berlo. Quel bicchiere sono diventati molti di più.
Aggiungiamo al mix il possibilissimo disturbo borderline di personalità, una passione per i programmi televisivi di telelombardia, una dipendenza da facebook e ne ricaviamo un mix esplosivo e molto pericoloso.
Fa il poliziottoqquindi ha un'arma in casa.
Stasera, festa della donna, per un motivo futile - annebbiato dall'alcool - mi ha aggredita. Spintonate, calci, sberle, insulti. Mia madre ha subito lo stesso trattamento. Sono corsa a chiamare aiuto da un vicino per farlo staccare da mia madre.
Avendo in casa una pistola ho temuto il peggio. Così ho chiamato i carabinieri. Mio padre mi ha proprio sfidata a chiamarli, credendo che non ne fossi capace o troppo debole.
Mentre aspettavamo i carabinieri mi ha detto una cosa di una crudeltà assoluta "fammi un favore: sterilizzati"
Io non sono stata una santa e ho detto molte cose brutte ma da qui a sbattermi contro gli spigoli di un mobile ce ne vuole. Quando il nostro vicino gli ha fatto notare che la violenza non è mai giustificata ha minimizzato la cosa. "ma quali botte! Ero da solo contro due" (100kg di uomo contro 60 kg di donne)
Arrivati i carabinieri gli hanno sequestrato l'arma per precauzione e molto probabilmente perderà il lavoro ad un anno dalla pensione. Inoltre ha riscritto la faccenda dipingendosi come povera vittima.
Non volevo che si arrivasse a questo ma cosa potevo fare? Minimizzare tutto e dare la colpa all'alcool?! Ci ha fatto male nell'anima per nulla, per baggianate.
Però mi sento in colpa, anche se non dovrei. La mia famiglia è distrutta.
Mer
14
Nov
2018
Violenza sugli animali
A tutti quelli che avvelenano i gatti o esercitano qualsiasi altro tipo di violenza su animali indifesi, io spero che voi patiate le sofferenze più brutte di questo mondo, spero che tutto il male che arrecate vi torni indietro il quadruplo, gente ignorante e retrograda!! Avvelenano dei gattini indifesi per motivi assurdi e futili! Vi deve scoppiare il cuore, siete delle bestie di Satana, maledetti! Vi auguro tutto il peggio possibile, se mai dovesse capitare qualcosa del genere al mio gatto/cane giuro che vi vengo a prendere da casa e vi stacco la testa
Gio
23
Ago
2018
Ho aggredito i miei amici senza ragione da ubriaco
Qualche giorno fa sono andato a casa di un amico e abbiamo organizzato una piccola oktoberfest privata. abbiamo ingurgitato davvero tanta birra. andava tutto bene fino all'ultimo bicchiere poi non ricordo più nulla. solo che dovevo dormire lì e invece mi son svegliato il giorno dopo a casa mia a circa 5 km di distanza con un potente malditesta. Ho subito scritto su whatsapp agli amici con cui ho passato la serata chiedendogli cosa fosse successo hanno visualizzato ma nessuna risposta. solo due giorni dopo che gli ho riempiti di messaggi e chiamate uno di loro mi ha risposto che ho vomitato in giro per casa, ho spaccato oggetti, li ho insultati e minacciati e gli ho pure slogato un braccio non ascoltavo ciò che mi dicevano il tutto apparentemente senza ragione, insomma sembravo indemoniato e mi hanno mandato a casa. io non mi ricordo nulla di tutto ciò ma è la seconda volta che (con altri amici) dopo aver bevuto davvero tanto mi viene lo schizzo. mi son promesso di non bere mai più, vi è mai successo qualcosa del genere raccontatemi perché mi sento un coglione.
Sab
30
Giu
2018
Non sono un gorilla da ammaestrare!!!
Ho sentito questa storiella(un messaggio inviatomi dopo aver litigato con il nostro gruppo)da un amico con una vita difficile alle spalle, secondo me non ha torto, e ne sono rimasto molto colpito. Lo so è lunga...
Io da piccino ero inspiegabilmente troppo buono, timido e gentile a livelli eccessivi, se qualcuno mi insultava mi lasciavo insultare e su qualcuno mi picchiava mi lasciavo picchiare.Poi però mi sono stancato e ho imparato a non prendere merda.C'erano 2 bulli(ora uno è morto e l'altro è in carcere)che mi tormentavano e alle volte mi spegnevano le sigarette addosso, una volta preso coraggio all'ennesimo sopruso li ho picchiati con tutto ciò che avevo intorno e così ho continuato a fare finché non si sono resi conto che con me era meglio non sfogare le proprie frustrazioni.E reagirei analogamente con gente come quella, sia che bullizzino me, i miei amici a altri timidoni come il me di un tempo; odio i bulli...i bulli mi hanno rovinato per sempre la vita. Non dico di certo che la violenza in quei casi sia la cosa migliore da fare, sono però sicuro che non sia sbagliata.Non dico neanche di essere un santo.Sono però stufo di sta gente...stanno su un divano a guardare la TV , a fare una vita tra feste e foto coi filtri coi fiorellini su Instagram e si sentono in diritto di giudicarmi col loro buonismo di facciata, credendosi superiori a me e pensando che sia un gorilla da ammaestrare non sapendo nulla.Credono che a ragazzi che vanno in giro in gruppi di 30 persone a picchiarsi, pronti ad accoltellarsi o a spararsi basti uno dei loro discorsetti moralisti per cambiare?No, questi ragazzi sanno già che ciò che fanno è sbagliato, come sanno è sbagliato sciogliere un bambino nell'acido come hanno fatto i mafiosi che hanno come modello.Eppure continuano con questa criminale vita.Con gente simile non ci puoi ragionare, per farti rispettare l'unica cosa che puoi fare e picchiarli fino a fargli collegare il bullizzarti ai loro occhi neri...poi la smetteranno.Li avrei proprio voluti vedere col loro falso buonismo dove sono cresciuto io, si sarebbero andati a nascondere pisciandosi sotto e magari un giorno avrebbero avuto talmente tanta rabbia repressa da diventare peggio dei propri aguzzini.Ripeto, non sono un santo, sono bravo con tutti...ma se oltrepassi la linea la situazione può cambiare velocemente.
Gio
28
Giu
2018
Pensavo non potessi avere orgasmi e invece...
Ciao a tutti, spero sarete in tanti a rispondere a questo sfogo perché ho davvero bisogno di consigli e siccome anche volendo non potrei pagarmi uno psicologo direi che vale la pena provare qui :D
Cercherò di essere chiara anche se non nascondo di avere una mente parecchio contorta. Innanzitutto sono una ragazza di 28 anni, da 7 anni sto con lo stesso ragazzo che ha 7 anni più di me. Quando ci siamo conosciuti avevo fatto sesso solo con un altro ragazzo ed ero quindi in cerca della mia identità sessuale. Vengo da una famiglia cattolica quindi, ahimé, il sesso è sempre stato associato ai sensi di colpa e ai divieti (ricordatevelo perché è un dettaglio importante). Insomma, quando conobbi il mio ragazzo all'inizio chattavamo spesso, mi piaceva fantasticare su scene stile BDSM e simili. Solo che tra dire e il fare... Ero ancora parecchio inesperta e ancorata all'idea che sesso=amore altrimenti non va bene (inutile dire che nel tempo le cose sono cambiate parecchio). Quindi in sostanza all'inizio ero riluttante a passare all'atto, non per fare la preziosa ma perché ci tenevo a essere sicura che fosse "quello giusto". Non la prese molto bene, un po' ironizzava, un po' si infastidiva e mi trattava da bambina. Insomma, vuoi il senso di colpa nei suoi confronti, vuoi il fatto che comunque mi piaceva, l'abbiamo fatto e poi comunque ci siamo messi insieme. Ora, il problema è che questa dinamica (lo faccio perché mi sento in colpa) è andata avanti per parecchio, direi per tutti i primi tre anni di relazione, anche se con dinamiche diverse. Lui, ancora più di me, era attratto dalla dominazione e dalla violenza. Io volevo sperimentare ma onestamente non avevo nessuna idea di cosa mi piacesse o meno. Era lui che conduceva il gioco, partendo dal presupposto che a me piacesse tutto quello che piaceva a lui. Premetto, prima di continuare con i dettagli, che non penso abbia mai fatto nulla con l'intento razionale di farmi del male, ma credo che nell'egoismo del piacere si sia un po' fregato di quello che stessi provando. Comunque, tornando ai dettagli. All'inizio mi chiedeva di leccargli le ascelle, i piedi, le scarpe..a me faceva un po' schifo ma mi piaceva fargli piacere e comunque non era poi così orribile quindi perché no. Poi si è passati al legarmi mani e piedi, e alla fine mi eccitava anche. Si sono progressivamente aggiunte frustate con la cintura o con una frusta comprata apposta. E lì ha cominciato a farmi male, a perdere qualsiasi elemento di eccitazione, ho cominciato ad aver paura. Gli chiedevo di darmene poche, due o tre, o non troppo forti perché altrimenti mi faceva male e non mi piaceva. Ma lui continuava, credo pensando che lo dicessi per gioco. Ho visto molti video porno sul BDSM ma non lo conosco personalmente quindi non so come funzioni. Ma io in quei momenti piangevo, disperata, lo imploravo di smettere, e lui spesso e volentieri non smetteva. A volte mi sono rifiutata, gli ho risposto male, con rabbia, perché non capivo come facesse a non capire che mi stava facendo male. Quando mi rifiutavo lui smetteva subito di fare sesso, se ne andava sbuffando in bagno e spesso mi teneva il muso per ore. Forse molte altre persone al mio posto l'avrebbero mandato a quel paese subito, ma io lo amavo, ero quasi dipendente da lui e soprattutto il perverso meccanismo del senso di colpa mi faceva credere che dipendesse da me. Almeno quando facevo quello che voleva alla fine lui godeva ed era contento. Avevo paura che pensasse che non ero abbastanza brava, abbastanza aperta, abbastanza porca e che mi lasciasse. Ricordo che quando capivo che voleva fare l'amore pregavo non fosse in vena di frustate/botte o quantaltro (vi risparmio altri dettagli più "scatologici").
Comunque, gli anni sono passati, io sono cresciuta e a un certo punto della nostra storia, dopo averlo lasciato ed essere tornati insieme due mesi dopo, gli ho detto chiaro e tondo che alcune dinamiche dovevano finire. Lui ha accettato e siamo andati avanti. Non che non ci sia ricaduto, alla fine un po' è fatto così. Spesso il sesso anale era troppo violento (cioè non abbastanza preparato e quindi doloroso) oppure a volte capitava che usasse il sesso per farmela pagare per qualche torto che, secondo lui, gli avevo fatto. Questi episodi sono andati via via diminuendo, così come i nostri rapporti sessuali. Ora quando lo facciamo, cioè se va bene due/tre volte al mese, lo facciamo nel modo più classico possibile: qualche preliminare, missionario, da dietro e via. Meglio che prima, per carità, ma in molti casi non provo niente, o giusto un leggero piacere. Ah, non ho mai avuto un orgasmo, mai, in 7 anni. Ero convinta che il problema fossi io, su internet ci sono un sacco di testimonianze di donne e ragazze che non riescono a raggiungere l'orgasmo. Ero sicura che fossi io, il mio corpo o qualche blocco mentale legato alla mia adolescenza. Poi qualcosa è cambiato. Qualche mese fa, visto il progressivo ridursi dei nostri rapporti sessuali, abbiamo cominciato a parlare di coppia aperta. Io stavo scoprendo la mia bisessualità, lui ovviamente non disdegnava e voleva sperimentare nel BDSM. Sembrava una soluzione conveniente, visto che nella coppia non riuscivamo a ottenere una vera soddisfazione sessuale. Ora, so che non si fa e che le coppie aperte non funzionano così, però mi è capitato di andare a letto con un mio amico, con cui quindi c'è una buona intesa anche a livello mentale. E niente, ho avuto qualcosa come 4 orgasmi. E mi si è aperto un mondo, e sono andata in crisi. E' come se qualcosa fosse scattato nella mia mente: non sono io, non dipende da me. Ergo, c'è qualcosa che non va nella relazione, ma cosa? Dopo giorni di riflessioni, ho avuto il coraggio di riaprire il vaso di Pandora e rileggere i miei ricordi, ripensare ai primi anni con il mio ragazzo. Ora, non sono uno psicologo e anche per questo vorrei una vostra opinione, ma credo che quella violenza, perché per me di questo si tratta, che ho vissuto in quei primi mesi, mi ha creato un blocco enorme per cui non riesco a lasciarmi andare con il mio ragazzo, e quindi a provare piacere nel fare l'amore con lui. Gliene ho parlato, lui si è scusato (l'aveva già fatto) di avermi fatto soffrire in passato, dice che forse in effetti c'è un collegamento ma che molto dipende anche dalla routine, dal fatto che è stato un anno stressante per me e che in passato sembrava che fossi più presa (forse sì, ma comunque orgasmi sempre zero). Ora, poco importa quale sia la causa precisa. La domanda che mi pongo, e che pongo anche a voi, è la seguente: è una cosa che posso/possiamo superare e come? Una parte di me pensa che sia una ferita troppo profonda per poterla ricucire del tutto, o forse il fatto di aver ripensato a quegli episodi ha fatto rinascere in me l'odio e la rabbia verso di lui e quindi ora ho voglia solo di mandare tutto all'aria. E' comunque una relazione di 7 anni, una persona che amo moltissimo, che stimo, con cui abbiamo mille progetti. Quindi un'altra parte di me vorrebbe poter mettere tutto a posto, avere una vita sessuale serena e soddisfacente...ma come? Terapia di coppia? Terapia da sola per abbattere i miei blocchi psicologici?
Grazie in anticipo per i commenti / consigli :)
Pandora
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