Tag: rinascita

Ven

30

Nov

2018

Finalmente rinasco e vorrei dirti queste cose in faccia, davanti a TUTTI

Sfogo di Avatar di DonnadaicapellicortiDonnadaicapellicorti | Categoria: Altro

Grazie a Dio mi sono liberata di te: altro non eri che un narcisista manipolatore. Se vedo le nostre vecchie foto piango. Se ascolto le canzoni che tu mi suonavi e mi cantavi con la chitarra dopo avermi portato la colazione a letto, piango.. 

Ma mi sono documentata, dopo notti passate a piagere seguite da risvegli improvvisi all'alba con la tachicardia, dopo aver pianto in pubblico, persino davanti al dirigente, agli alunni, in palestra, nei negozi, con gli amici, al telefono coi miei... BASTAAAAAA!!!!!!!!!

E mi sono documentata e ho letto tanti articoli scientifici provenienti da fonti autorevoli e ho visto tanti video che parlano del tuo disturbo di personalità. Sei una persona malata e ti devi curare. Tutti, ma proprio tutti i tuoi comportamenti sono riconducibili a quelli descritti nelle innumerevoli fonti che ho letto. La somiglianza è impressionante. 

Il narcisista manipolatore agisce secondo tre fasi e io sono stata fortunata e furba da uscirmene prima che tu mettessi in atto la terza. La prima è il bombardamento d'amore (un corteggiamento spietato ed esagerato per agganciare la vittima: mi sentivo stressata per la tua onnipresenza, però sentivo che facevo l'amore e non sesso, sentivo connessione emotiva, mi facevi promesse e carinerie, facevamo viaggi, condividevamo libri, canzoni e film e facevamo progetti e credevo di essere innamoratissima di te). La seconda è la svalutazione (iniziavi ad essere assente, sfuggente, freddo, come se nascondessi qualcosa, mi trascuravi, non avevi più voglia di vedermi e sentirmi, nascondevi il tuo cellulare, sparivi per ore senza avvisare accampando stupide scuse e attuando le tecniche di manipolazione più disparate, proiettando su di me i tuoi difetti, dandomi della pazza, inventando scuse ridicole per giustificarti e facendo ogni tanto un gesto carino perché io dubitassi di me stessa e delle tue sensazioni oppure smettevi di parlarmi...). La terza è quella dello scarto, alla quale io per fortuna non sono arrivata perché sono stata io a farti fuori, nonostante soffrissi.

Soffrivo da mesi: eri strano e non mi guardavi più negli occhi. non mi cercavi più e non mi baciavi con la lingua. non avevi più voglia di condividere cose con me. Ormai mi sembrava di stare con un tro**amico e non con un fidanzato. mi sentivo sola e triste ma se te lo dicevo, rispondevi che io ero troppo esigente e insicura.

Credevo di amarti alla follia ma l'idea di convivere con te mi ha sempre terrorizzato. Mi disperavo per i tuoi comportamenti; eppure ero la tua crocerossina e ti aiutavo a fare tutto, ti ho fatto tanti regali e scarrozzato ovunque... e tu? cosa hai fatto per me? non sei neanche venuto a conoscere i miei, e quando ho pianto davanti a me te ne sei fregato (empatia zero). io invece ho conosciuto tutta la tua famiglia, mi sono messa in gioco, ho avuto le pa**e per farlo.

Tu non hai neanche mai avuto le pa**e per fare una discussione faccia a faccia. Poi mi attaccavi il telefono se volevo dirti qualcosa e continuavi per messaggio, dandomi della cattiva e della pazza, vittimizzandoti e dicendo che io ti criticavo e ti giudicavo... tutti i miei amici hanno visto i miei messaggi e tutti mi hanno detto che ero stata fin troppo comprensiva e carina.

Eppure hai instillato in me il dubbio: mi sono spesso sentita in colpa per come ti ho trattato. E invece sei stato tu a creare tutto questo!

Sei un grandissimo str**zo e chi sa se sei cosciente del tuo disturbo..ti devi curare! sei solo una persona malata e ti devi curare. E' colpa di tua madre che ti ha viziato, giustificandoti sempre, facendoti credere che tutto ti fosse dovuto, che il mondo dovesse prostrarsi ai tuoi piedi...

Dicevi che tutte le tue ex erano state pesanti e meschine con te... tutte loro poi sono rimaste innamoratissime di te e ti cercano ancora...anche in loro hai suscitato una dipendenza afettiva ed emotiva.. una ha imparato l'italiano per venire a stare con te. un'altra ha fatto l'erasmus per venire da te. un'altra si è fatta tanti km con la scusa di venire in vacanza nella tua città estera ma voleva solo venire a parlarti. e delle altre so poco. so solo che una ti picchiava...ora capisco perché!!!!! sei sparito con tutte e con nessuna hai voluto un chiarimento faccia a faccia, neanche con me! sei un senzapalle!!!

sei stato rappresentante d'istituto al liceo e poi avevi una band e suonavi, sei stato animatore nei villaggi: sempre in primo piano, sempre protagonista...sì---un vero narcisista! credevi di essere un buon partito (ma a 30 anni ancora all'università e senza un lavoro vero, che partito sei?), credevi di essere bravo a suonare e cantare (ma io ho studiato al conservatorio...tu invece sei come un artista di strada che non sapeva leggere le note né suonare con tecnica e a volte eri stonato ma non te ne accorgevi), ti guardavi allo specchio alzando il sopracciglio, per fare il figo... ti strappavi i peli della tua barbetta che io amavo ma la cosa mi inquietava...

sei bello, intelligente, perspicace, profondo, simpatico, colto, divertente...suoni e cucini da dio, scopi da dio, sei un sole, un adone... sei tanto positivo quanto negativo. come possono caratteristiche e comportamenti così opposti coesistere in un'unica persona?

peccato che io sia più furba di te e,nonostante la mia enorme sofferenza, sia scappata prima che fosse troppo tardi. i campanelli d'allarme erano tanti ma io non ho dato loro ascolto perché ero troppo assuefatta da te. sei come una droga, un cancro che ti opprime sempre di più. se tornassi, saresti una metastasi. sparisci dalla mia vita, mi hai tolto il sorriso per mesi! chi sa se mi hai mai tradito, avevo dei sospetti, ero diventata sempre + insicura e paranoica...

so però che i narcisisti tornano, anche solo per avere conferme...così facesti quando andammo in quel locale dove c'era quella signora 42enne con cui sco**vi l'anno scorso...ti sei fatto vedere da lei con me e l'hai anche salutata...fai schifo!

però mi hai anche dato tanto: mi hai insegnato ad essere più egoista ed edonista... ti ho dato troppo, ero la tua appendice, il tuo satellite: pensavo sempre e solo a te. quante cose ho trascurato! devo amarmi di più e concedermi dei piccoli piaceri, come fai tu, togliermi i miei sfizi e viaggiare... devo rispettarmi e farmi rispettare ed essere fiera di quello che sono. poi ho capito che è bello avere una bella storia d'amore e che non voglio più fare la tr**a nei locali (o meglio: quello non è più il mio ideale di vita ma ora sono single e se mi va lo faccio, ahahahahah!). ho capito che devo riprendere a coltivare le mie passioni e ad amarmi di più, ho capito che devo fidarmi di + del mio istinto (all'inizio mi sembravi falso e non mi fidavo di te ma poi, a causa del mio innato desiderio di stare nel caldo abbraccio di un uomo, mi sono arresa a te, che hai fatto strage di me, mi hai fatto carne da macello). 

sono giovane ancora e voglio ricostruire la mia persona, voglio diventare una persona migliore. niente accade per caso: sei una me**a ma ti ringrazio perché, in un modo o nell'altro, mi hai arricchito. 

dopo tanta sofferenza, rivedo il sole: sono io il mio sole! sicuramente continuerò a piangere, sono molto delusa, affranta... ma anche arricchita e convinta di tante cose. non ho niente da rimproverarmi. 

Scriverò un romanzo su di te, raccontando tutto quello che facevamo a letto, raccontanto tutto, tutto, tutto...e poi racconterò le tristi verità su di te e i tuoi disturbi... diventerò ricca!!

e poi mi farò un tatuaggio sulla spalla e viaggerò...  

magari sembrerò una pazza borderline, eppure... non mi sono mai sentita così bene, così consapevole, così raggiante in vita mia! 

e ora... vivrò con serenità. non ho bisogno di nessuno. un giorno vorrei stare con qualcuno ma ora...voglio ripartire da me e crescere. buona vita a tutti e tu, imbecille, curati, che stai inguaiato!!!!!  

Ven

10

Ago

2018

Sfogo

Sfogo di Avatar di PhiliamPhiliam | Categoria: Altro

Ciao, sono un ragazzo di 20 anni che sta scrivendo per sfogarsi.

Sono un ragazzo bassino (1,72 m), con gli occhi piccoli e marroni, un nasone un po' a patata e soprattutto affetto da circa 6 anni da un raro tipo di acne infiammatoria che ha fatto in modo che il mio petto e la mia schiena (e inizialmente anche il mio volto) siano stati completamente ricoperti da foruncoli tumidi: ho avuto molta difficoltà a gestire la situazione i primi anni, non era solo un problema di estetica o autostima, ma era anche causa di dolori fisici, fortunatamente la situazione è migliorata parecchio, ma la mia pelle è ancora visibilmente sfregiata da discromie, cicatrici ed eritemi e sono ancora presenti molti brufoli (notevolmente meno gonfi di quelli dei primi anni).

Sono stato molto preso in giro, sia per il mio aspetto fisico sia per via del mio carattere timido e introverso, col tempo ho imparato a non dare valore al giudizio degli altri quando non costruttivo, ora lo percepisco come infondato e come un modo per sfogare insicurezze che non si riescono a gestire; in passato però ho lasciato che condizionasse il modo in cui vedevo me stesso facendo si che mi accompagnasse in un circolo vizioso che continuava a mettere in dubbio il mio valore e le mie capacità fino a rinnegarle completamente, ad un certo punto mi autoconvisi addirittura di avere un handicap.

Se mi trattano così è perché sono così, il mio modo di pensare era quello, ero precipitato in uno stato mentale tetro e irragionevole che mi ha impedito di esprimere il mio potenziale, ho provato un'esperienza come apprendista elettricista e in seguito a studiare cambiando anche scuola, ma a causa della mia condizione psicologica ho perso 4 anni non riuscendo a superare nessuna delle strade che ho provato a seguire.

Sono comunque cresciuto molto, ho imparato a preoccuparmi meno di darmi un'identità, ho imparato a riconoscere le mie capacità e ho trovato un po' di quiete iniziando, in quest'ultimo periodo, a studiare per conto mio filosofia e psicologia.

Mi sono iscritto a un'altra scuola che dovrei iniziare tra poco, spero finalmente di riuscire a portarla a termine e di non ricadere nei processi nocivi che mi hanno portato in passato all'autodistruzione.

Ultimamente mi sento piuttosto bene, oscillo tra momenti di benessere e momenti di depressione e frustrazione, solitamente la scintilla che accende la miccia che fa esplodere il mio malessere è il confronto con il mio aspetto fisico, specificatamente con il mio problema alla pelle: non so fino a che punto possa effettivamente migliorare, e non so fino a quanto dovrò sopportare il fatto di avere un corpo che suscita schifo, mi sento come se mi fosse stata privata la possibilità di piacere e di poter trovare una ragazza che mi apprezzi per come sono, lo so che l'aspetto fisico non è tutto, ma conta anche quello e nel mio caso non è una faccenda che può essere facilmente lasciata da parte, inoltre non sono affatto bravo a socializzare, fortunatamente ho comunque degli ottimi amici, ma non ho sicuramente una personalità loquace, solare o sicura di sé che mi aiuti.

 Non sono sicuro del perché abbia sentito il bisogno di rendere questo sfogo pubblico, comunque ecco qua.

Gio

06

Apr

2017

Il Conte (parte seconda)

Sfogo di Avatar di enry80enry80 | Categoria: Altro

Alza gli occhi ed osserva il neon che lampeggia, pensa che dovrebbe cambiarlo, mettere ordine in quella stanza ricca di trofei dimenticati; ma preferisce sentire il rumore del tappo della sua bottiglia di Rum. Lo scricchiolio del sughero sul vetro, si fonde con il rumore del liquido versato nel bicchiere. L 'alone dell'alcool nella parte interna del vetro scivola più lentamente del poco liquido rimasto. Un altro sorso, per cercare di non pensare a tutto il male che è accumulato dentro di se. Lo sguardo perso, sull'etichetta graffiata più e più volte con l'unghia del pollice, quasi a voler punire la bottiglia per non essere stata in grado di stordirlo abbastanza. All'improvviso un leggero balzo indietro della testa; viene attratto da un cambiamento. Avverte un odore dolciastro e pungente, l'aria carica di ozono lambisce le narici,  riempie i suoi polmoni. Il temporale corre inesorabile, portato da un vento gelido del nord che preme sulla finestra socchiusa. Sbattono le ante, il sibilo preannuncia l'apertura improvvisa della porta poi,  la violenza della natura inizia a cambiare le cose. Lui rimane fermo a respirare l'aria carica di energia, impassibile di fronte a tutto quello che inizia a spostarsi, rovesciarsi. La stanza prende vita, le prime gocce  d'acqua entrano, bagnano la sua scrivania, la vetrinetta dei trofei cade spinta dalla furia del vento frantumandosi a terra. La polvere depositatasi sui trofei viene parzialmente rimossa nell'urto. Non tocca nulla, sa che non può contrastare questo avvenimento, non se ne preoccupa e lo accoglie, lo asseconda, si lascia andare al volere della natura. Ora ne fa parte, lascia la giacca e scende incurante della distruzione che il vento provoca nella stanza. La pioggia insistente cade ed entra dalla finestra, bagna, purifica ogni cosa. Ma per lui non è più importante ormai.Nel vialetto d'ingresso si ferma e con lo sguardo deciso, sfida ciò che un tempo lo avrebbe preoccupato. Anche il più terribile temporale ha una fine, ed è proprio quando le nubi più cupe sovrastano il cielo, il grigio fitto e denso minaccioso, così basso da voler immergere tutto quello che si trova sotto, che un lampo lo illumina, lo indica, vincitore del cambiamento che sta per avvenire. Il tuono, l'ultimo del temporale determina la fine. Sente il cuore battere più forte, attende il diradarsi delle nuvole, l'adrenalina cancella lo stordimento dell'alcool. Sorride, perchè sa che dentro la stanza, la distruzione di tutte quelle cose vecchie e pesanti possono portare solo ad una nuova prospettiva. Un nuovo inizio. Un nuovo giorno di sole.

Sab

03

Set

2016

Quello sguardo che mi cambiĆ² la vita

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Di non essere una bellezza me n'ero resa conto fin da piccola: le crudeli prese in giro dei compagni iniziarono alle elementari. Mia madre mi diceva di non darci peso, nonostante ciò, nei suoi occhi leggevo sì il dispiacere di un genitore che soffre per un figlio, ma anche la consapevolezza del fondamento delle critiche che mi venivano mosse.  Per cercare di darle un motivo d’orgoglio, m’impegnavo tantissimo a scuola: all’esame orale di terza media ricevetti i complimenti di tutti i professori e risultai l’alunna più brillante della classe.

M’iscrissi al liceo classico: al ginnasio ero brava in tutte le materie, in particolare in fisica e greco, spesso i professori mi citavano ad esempio per i miei compagni; questi mi apprezzavano per la mia intelligenza e mi sfruttavano per copiare i compiti, ma non m’invitavano mai ad uscire con loro. Mi ero ormai rassegnata a questa situazione: consideravo  l’essere emarginata la mia condizione naturale, un destino a cui nessuno avrebbe potuto sottrarmi e nessuno l’avrebbe nemmeno voluto fare.

Un giorno, lo ricordo come fosse  oggi, stavo rientrando da scuola in autobus quando, ad un certo punto, lo notai: era un ragazzone con la goffaggine tipica di chi è cresciuto troppo e troppo in fretta. Tuttavia non fu tanto il suo aspetto, per quanto piacevole,  a colpirmi, quanto il suo sguardo fisso sul mio volto. Subito mi preparai a ricevere l’ennesima presa in giro e a reagire con la consueta finta indifferenza, ma il viaggio continuava, e non solo la presa in giro non arrivava, ma il suo sguardo rimaneva fisso su di me, come fosse ipnotizzato. Possibile che stesse accadendo? Possibile che, per la prima volta, qualcuno mi guardasse senza provare disgusto, ma al contrario, con un’espressione che sembrava (ma no, non poteva essere!)  ammirazione. Forse era simpatia; allora accennai un timido sorriso di gratitudine che egli ricambiò con una buffa  smorfia  stupita: non aveva notato che anch’io lo guardavo. Il viaggio continuò così con qualche occhiatina rubata  e qualche sorriso incerto da parte di entrambi. Quando scesi una nuova consapevolezza si era fatta strada in me: se ero piaciuta ad un ragazzo, sarei potuta piacere anche ad altri, dovevo solo credere in me stessa  e lavorare per migliorare il mio aspetto. Quello fu il giorno della mia rinascita.

Avevo solo sedici anni, ma una volontà di ferro;  cominciai a curarmi: estetista, parrucchiere, palestra. Inizialmente i miei genitori mi finanziarono generosamente: erano felici che l’aspetto della propria figlia stesse finalmente migliorando, anzi presero tutte le informazioni necessarie per l’intervento di rimozione di un fastidioso neo che mi deturpava una guancia. Quando lo tolsi erano felici più di me.

Io, però, sapevo che non mi sarei accontenta: ora il mio pensiero fisso era rifarmi il naso. Questa volta i miei genitori rifiutarono di pagarmi l’operazione, io decisi che ci avrei pensato da sola. Negli anni successivi feci qualsiasi lavoretto, dalla baby-sitter al volantinaggio, per pagarmi l’intervento, ma i soldi non bastavano mai.

Intanto i miei risultati scolastici peggioravano, l’idea di frequentare l’università non mi attraeva più; l’unica cosa di cui m’importava era il mio aspetto. Presi il diploma con un voto ben più modesto di quello che mi sarei aspettata all’inizio del mio percorso liceale, poi trovai lavoro in un bar e, pian piano, racimolai i soldi necessari all’intervento. I miei genitori non condivisero con me la gioia per il mio nuovo naso.

Mi sentivo finalmente più sicura: i ragazzi cominciavano a guardarmi;  ne frequentai qualcuno, più per poter dire a me stessa che anch’io potevo conquistare un uomo che per reale interesse. 

Trovai un secondo lavoro come cubista in una discoteca; le mie frequentazioni maschili aumentavano, ma erano tutte persone di cui, dopo pochi giorni, non ricordavo nemmeno  il volto e in nessuno di loro ritrovavo lo sguardo del ragazzo dell’autobus.

Passavano gli anni e gli interventi chirurgici aumentavano: ormai avevo seno, labbra e glutei nuovi. Forse fu solo il mio nuovo aspetto ad attrarre quello che, di lì a pochi anni, sarebbe diventato mio marito; io invece m’innamorai sul serio di lui, per la prima e unica volta in vita mia. Più grande di me di dieci anni, mi dava quella sicurezza che non possedevo. Con lui iniziò la terza fase della mia esistenza.

Oggi sono una donna sposata da vent’anni  con due figli adolescenti che adoro, nonostante mi facciano impazzire; mio marito non mi ha mai fatto mancare nulla, allora vi chiederete: perché scrivi qui?

È presto detto: un lungo matrimonio che ormai si trascina con qualche stanchezza, più da parte sua che mia, la mancanza di attenzioni che, in questi ultimi anni, è diventata una costante della mia vita coniugale, mi ha condotta qui, in questo non luogo dove ci si sfoga. Qui ho trovato conforto, ma mi è capitato anche qualcosa che non avrei mai creduto: ieri ho letto un commento di Gagenore che raccontava come da ragazzo fosse rimasto ipnotizzato da un neo peloso sul viso di una ragazza. La consapevolezza di essere io quella ragazza mi ha colpita come uno schiaffo; confesso di aver pianto per tutta la notte:  tutti i cambiamenti della mia vita erano avvenuti a causa di un equivoco! Lui non era stato attratto dal mio volto, lui era rimasto basito dal mio aspetto! Ho stravolto la mia vita per un errore di valutazione!

Poi, oggi, ho riflettuto con più calma: che sarebbe avvenuto se non lo avessi incontrato, se lui non mi avesse  guardata nel modo che ho così palesemente frainteso? Ci ho pensato: probabilmente sarei diventata una di quelle professoresse nubili che vivono per il loro lavoro, al posto dei miei due figli avrei un paio di gatti e, invece di una bella casa, un modesto bilocale.

Perciò, Gagenore, ti scrivo per ringraziarti: con una semplice occhiata hai cambiato in meglio la mia vita! So che sei sposato, come me del resto,  e non ho alcuna intenzione di metterti  in difficoltà, ma io vivo ancora nella stessa città e, da ciò che scrivi sul sito, mi pare anche tu. Mi piacerebbe incontrarti, anche solo una volta, per abbracciarti e dirti che tutto quello che ho lo devo a te.

E poi chissà: magari in questo modo darò il via alla mia quarta rinascita!

Tags: neo, rinascita

Mar

21

Giu

2016

Grazie!

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

La verità, cari utenti, è che non c' è cosa più meravigliosa dell' amore!

E per me, che fino a due mesi fa ingoiavo china nel tentativo di morire, nel mio autolesionismo, nella mia depressione e nei miei attacchi di panico... l' amore è stato tutto!

 Dei miei genitori, dei miei amici... e di me stessa!

E di Marco, ovviamente, amore mio, che più di ogni altro mi hai fatta rinascere più gioiosa di prima! Grazie!

 

Niente più attacchi, niente più pensieri suicidi o chicchessia. Nulla!

 

GRAZIE 

Lun

16

Nov

2015

A qualcuno devo pur dirlo

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Voglio andare a Sanremo con roby !!!!!!!!

ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhh.... Lo vorrei urlare. 

Che vita triste :-/ 

Lun

08

Giu

2015

E' difficile , lo so molto bene

Sfogo di Avatar di Anonimo | Categoria: Altro

Devi farcela, ce la puoi fare,  rinascere dalle proprie ceneri non è cosa da poco, richiede tempo, forza e dolore, già purtroppo lasciare una parte di te o meglio che pensavi ti appartenesse è un grande sacrificio, lo devi affronatare con molto coraggio, poi piano piano ti libererai in volo, verso un'altra isola.