Gio
21
Mar
2019
Periodaccio
Vorrei un aiuto. Siate clementi.
Mio marito mi ha lasciato. Sono passati molti mesi, non tantissimo, ma un tempo abbastanza lungo, forse. Eppure continuo a pensare alla mia vita di prima e non riesco a voltare pagina. La mia famiglia non mi dà alcun supporto, sono sempre presi a litigare tra loro e, quando si dimenticano dei loro attriti, sono a rimproverare me, per tutto.
Vedo la mia vita di adesso, senza nulla, senza la possibilità di fare nulla, per cause di forza maggiore che non sto a raccontare: ma è così. Devo avere pazienza e aspettare di poter riprendere in mano la mia vita. Ma, quando sarà, avrò solo il mio lavoro. E la sera tornare da questi grandissimi succhia-anima che mi fanno rimpiangere di essere nata. Che mi fanno odiare il posto in cui sono costretta a vivere e mi fanno venire voglia di scappare dall’altra parte del mondo.
Non so se potrò resistere ancora, perché non vedo la luce in fondo al tunnel.
Ho un odio e una rabbia dentro e non riesco a scacciarli. Io che non ero invidiosa, adesso invidio. Chi ha un compagno, una famiglia. Chi vive serenamente. Chi ha dei genitori che i figli li sostengono e li apprezzano, o semplicemente li amano per come sono. Vivo in questo clima di accidia che mi logora dall’interno.
Come si fa? Come si fa a scacciare questi sentimenti, che riconosco come negativi, ma non riesco a contrastare?
È come se avessi di fianco a me due mastini che ringhiano, tutto il tempo. Sono i miei fantasmi.
Penso al mio ex che si è già rifatto una vita, si è pure già risposato, a cui mai nulla va male. Penso che non avrò mai più nulla dalla vita, se non tribolazioni. Penso che lo invidio, ed è più forte di me. Ma io non voglio essere così. Non riesco a voltare pagina, posso fare cento cose, avere altri pensieri, altre priorità, ma con la mente torno sempre al confronto.
Penso che mi sto rovinando la vita, che me la stanno rovinando, che non riesco a liberarmi.
Ho provato di tutto, attività, progetti, a essere migliore, a fare del bene, ma ho sempre questo veleno dentro, questa rabbia e odio. Non ci vedo una fine. Non ce la faccio più. Nessuno mi aiuta, nessuno capisce quello che sto provando. Forse è troppo, per tutti. Anzi, non posso dirlo a nessuno. Oppure non voglio capire i buoni consigli, ma è facile consigliare con lucidità gli altri, difficile mettere in pratica se ci sei tu dall’altra parte.
Non ho trovato aiuto né nello psicologo né nel prete. Non in mio padre né in mia madre. E sono così stanca. E nemmeno nella disgrazia: non ho capito che ci sono cose più importanti nella vita, ho solo pensato che si è sommata al resto. Mai e poi mai avrei pensato di scrivere cose simili, in vita mia, di finire a terra e non avere la forza di rialzarmi.
Ma poi passa? C’è una fine? O devo rassegnarmi a giorni e notti così o magari peggio? Qualcuno ha la formula magica? Penso che sto diventando matta.
10 commenti
Grazie
Guarda, ti dico. la madre della mia ragazza è stata lasciata dal marito 7 anni fa. Io sto con la figlia da oltre 2 anni, ma in tt questo tempo, le uniche cose che ho sentito dire dalla madre erano: sfoghi di frustrazione, lamentele, rabbia, disperazione. Non credo che passi. Lei non aveva un lavoro, adesso lavora a nero per mantenere se stessa e la figlia. Il marito se ne fotte, ha un'altra compagna, e ha iniziato l'università. Tra poco si laurea e dovrebbe coronare il suo sogno nel cassetto di fare carriera e realizzarsi professionalmente. Si interessa della figlia, ma non a tempo pieno come dovrebbe. Dice che è adulta e in grado di cavarsela, ma non è così, assolutamente...io lo constato ogni giorno. E poi lui la tratta in questo modo da sempre. Sì per carità, si va avanti, ma non per scoraggiarti, queste sono cose che ti segnano a vita. Tipo mia suocera in pratica è condannata. Non ha trovato nessun altro accanto a sé, e oramai ha 57 anni. La figlia soffre di questo, ma purtroppo il padre vive, mentre la madre campa di stenti. Io spero non ti ridurrai così, e credimi, la disgrazia sul piano economico peggiora solo le cose: ti vincola, ti priva dell'autonomia e ti rende tutto più difficile, pure trovare un compagno.
P.S. Anche mia suocera vive di invidie dalla mattina alla sera, soprattutto la stabilità economica di cui gode la sua datrice di lavoro, che può permettersi di tenerla a tempo pieno come babysitter per i figli,per poi avere una marea di tempo libero per sé, soldi a palate, la carta di credito del marito e quant'altro. Calcola che mia suocera non ha neanche la macchina, perché il marito l'aveva venduta quando erano ancora sposati. È nullatenente. In una situazione del genere, in cui a quasi 60 anni ti ritrovi con un nulla di fatto in mano, con l'artrosi alle ginocchia e svariati problemi di salute invalidanti, giustamente come fai a non tormentarti al confronto con gli altri, che al contrario alla stessa età hanno praticamente ogni cosa vogliano? È inevitabile. Col tempo Impari a conviverci, ma se la situazione non cambia, diventa sopravvivenza. Questa non è vita, assolutamente. È depressione latente. Ti dico la verità: non lo so lei come fa a tirare avanti, fa una vita da cani.
Incoraggiante, davvero.
Sono la stessa del primo commento.
A vederla così sembra che un divorzio sia la condanna all'infelicità perpetua. Anonimo delle 13:11, forse ci si dimentica anche che la vita la si sceglie, almeno in larga parte. Mi dispiace per tua suocera, ma non è detto che l'autrice debba passare per lo stesso calvario e scegliere di autocommiserarsi per tutta la vita!
Passa, ci sono passata anche io
... Due volte... Nel senso, io non sono stata sposata, convivevo. La prima volta avevo 23 anni e dopo una storia di 4 anni di cui uno di convovenza sono scappata da quel mascilista egoista...
La seconda volta ci ho creduto davvero, io avevo 25 anni, lui sei anni in più. Tre anni di storia, di cui due di convivenza... Poi mi ha detto di non amarmi più e mi ha cacciata un anno fa (ora ho 30 anni).
E vero non eravamo sposati nei fatti e quindi almeno la parte legale me la sono scampata, ma ti assicuro che per me era come essere sposata. Progetti, sogni, amore, io ero alla seconda esperienza e ci sono andata credendo che non avrei sbagliato....
Quando ci siamo lasciati io ero senza casa (eravamo a casa sua), e sono dovuta tornare da mia mamma (che ha 49 anni, è separata e vorrebbe avere una vita molto allegra, porta compagni a casa sua e si comporta come una ragazzina... Non la giudico, alla fine ho scombussolato i suoi equilibri e ci siamo avvelenate a vicenda in questi mesi).
Non avevo molta scelta, lavoravo con contratto da due mesi quando ci siamo lasciati, è stata dura perchè mi sono dovuta spostare da mia madre, avevo poche amiche perchè il mio ex abitava lontano e mi ero un po' isolata, e avevo davvero paura. Volevo solo dormire, andavo a dormire alle 20, come una depressa.
Ora è passato un anno, sono riuscita in questi giorni a prendere la mia prima casa da sola, il mio lavoro va bene, ho coltivato amicizie sane e ho imparato tantissimo dell'esperienza passata.
Tutto dipende dalla tua età, se ne hai 50 sono certa che passerà cmq ma non posso farti da specchio, se sei più vicina ai 30 come me posso dirti che PASSA.
Ed è una scoperta, una rinascita riscoprire se stessi, il primo giorno che ti svegli e sorridi ti sneti la padrona del mondo. Credimi, sta per iniziare l'avventura più bella tua tua vita!
Domanda semplicesemplice: non hai provato a darla via? Vàlà che se apri la voliera qualche uccello ci vola dentro....mal che vada tti fai qualche bella frullata, benechevada teovi un altro merlo giusto per te. Pacifico che se al lavoro strippi, i tuoi sclerano per un nonnulla e alla sera nessuno ti da due colpetti poi vai in crisi...coraggio intanto tirati via le ragnatele e vedrai che tutto viene da se😉😉
Sono la sfogante. Grazie a tutti dei vostri commenti. Avete speso del tempo per me e vi ringrazio. Spero che passi. Spero un giorno di svegliarmi e vedere che le cose vanno bene. Non devo avere paura, grazie.
Che bella anonima delle 15.59 😍
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Il mio suggerimento è: stai male? Ok. Per un periodo, viviti il fatto che stai male. Urla la tua rabbia alla tua famiglia. Insultali, odiali. Fallo mentre senti il dolore che ti lacera l'anima, fallo finché non lo senti attenuarsi. Fallo finché ne avrai sempre meno bisogno. Odia il tuo ex marito. Odialo fino in fondo, fino a quando non vedi più un senso nel tuo odio. Non so come sia andata tra di voi, ma dal tuo punto di vista è uno stronzo. Permettiti di odiarlo. Datti il permesso di sentirti male, di odiare tutti.
Una volta esaurito il tuo odio, appena saprai che non potrà più farti danni e metterti al tappeto, guardati intorno e ricomincia a vivere. A piccoli passi. Fare un viaggetto, coltivare piante, imparare a cucire, dipingere, cambiare lavoro, andare a vivere all'estero. Non lo so cosapotrà segnare la svolta per te. Ma tu lo saprai.