Mar
12
Apr
2016
A moment of felling
Questa volta la canzone la metto prima :).
Veramente non è una canzone, è di un pianista compositore mio conterraneo, ed è perfetto per quello che sto per scrivere, e poi è quello che ascoltavo quando ho avuto questo pensiero. Chi vuole può ascoltarlo mentre legge :).
E' semplice, basta aprire una nuova scheda sul browser e inserire il link seguente, dopo di che ritornare su questa.
http://www.terzoorecchio.com/mp3/CAVALLARO_Mare.mp3
Ero seduto sul divano... Una caviglia sul ginocchio dell'altra, braccia conserte e occhi persi, puntati sul balcone illuminato dalle luci nella strada. Pensavo alla mia vespa, e mi rivedo ragazzo in corsa sulle avventure...
Pioggia, sole, vento, anni in cui non c'erano distanze come neppure stagioni. Venti chilometri per incontrare gli amici sulla spiaggia e altri venti nel ritorno alla sera tarda.
Mare... Questo è il titolo della composizione.
E mentre la ascoltavo mi scorrevano immagini di giovani tempi, quando ogni cosa aveva il suo profumo, e quando la felicità era stare fuori all'aperto insieme agli amici, fare notte in spiaggia, perdersi nel buio, fare il bagno sotto la luna, schizzarsi l'acqua in faccia, spingersi, tirarsi, correre ad asciugarsi, prendersi in giro... E incrociare gli occhi di lei, compiancente custode del nostro segreto, mentre magari all'orizzonte una coppia sta facendo l'amore sotto due asciugamani.
Di recente ho visto una foto, una spiaggia vuota e il mare... Mostra un pomeriggio semigrigio uno, come quelli tra i più belli che ho vissuto. Adesso lo potete sentire il mare?
Mi rivedo seduto a riva, ginocchi alti e abbracciati sotto un telo, non ho freddo e il vento asciuga i capelli, la grande barca da pesca è li che ondeggia... E' li il suo posto.
Il mare è senza spiegazioni, immenso, ma anche lui cozza da per tutto contro ogni limite, ecco il motivo del fracasso, così come ora questi pensieri.
Guardo la mano sinistra e cerco la cicatrice che ha firmato la mia condanna, quella che spense la mia anima e capivo di non avere più scampo. La giro, e sul palmo vedo quella linea spezzata in due come la mia vita... Dicono che ognuno ha un destino, forse sono un maledetto io.
Il mare restitutisce tutto. Ahhh... se lo sentiste, se poteste sentire i miei pensieri attraverso una foto o in un brano di pianoforte come adesso...
8 commenti
Bravo.
Animo nobile!
Cosa ti è successo alla mano?
Noi esseri umani viviamo di emozioni c'è poco da fare, conviene fare economia e tenersi quelle buone. A volte ritornano certi brutti pensieri a ricordare i momenti difficili, e non puoi fare altro che dissiparli tirando fuori una bella emozione. E così che si cerca di scorrere sulla vita.
amen!
"Il mare è la terra restituiscono ciò che non ci è stato rubato da qualcuno" (lo dice mia nonna,anche se in sardo suona diversissimo e incomprensibile).
Un bacione
E allora Cherry rinforzi la mia tesi. Le persone hanno solo da prendere quello che c'è di buono. Difficile che concedano qualcosa se non hanno avuto un tornaconto sostanzioso. Tutti si chiedono cosa il prossimo può fare per loro, e nessuno mai prova ad immaginare cosa fare per il prossimo. Persino nelle relazioni più intime. Evviva l'amore.
Innominato mi hai commossa,ho rivisto coi tuoi occhi la spensieratezza della gioventù,il legame ancestrale che da sempre ho col mare...Che dire?Un ricordo dolceamaro che fa comprendere,almeno in parte,cosa si cela dietro il ritratto...